associazione culturale

"per un mondo migliore"

Esplosizione di note nell'equinozio d'autunno

Ci eravamo lasciati a giugno con il cuore esultante e l’augurio di Andrea, il fondatore dei Pangea, che ci ringraziava così: “Un abbraccio e la speranza di condividere presto, ancora momenti di gioia, come quelli di sabato scorso.”

  A grande richiesta sono tornati Cinzia Honnorat, I Pangea e Numa Rabellino a regalarci nuovamente una serata deliziosa, all’arrivo dell’equinozio d’autunno. Nell’atmosfera fascinosa di Villa Manin Cantarella, il 22 Settembre scorso, l’Associazione ha riproposto questa particolare espressione artistica che ci aveva allietati all’inizio dell’estate. L’accoglienza ha visto un numeroso pubblico, rimasto rapito da una musica ed una danza estremamente coinvolgenti. Note esplosive ci hanno raccontato l’origine del suono, risalendo ai popoli arcaici, i quali usavano accompagnare la loro esistenza con strumenti creati dalla fantasia, per donare lode e ringraziamento ai doni del cosmo. Cinzia Honnorat ci ha trasportati nella sua amata Africa, quasi annullando le distanze attraverso il ritmo del tamburo, risvegliando emozioni sopite e generando una grande vitalità nei presenti. Il pubblico, immerso pienamente nel ritmo con il battito delle mani, ha potuto forse riconoscere sentimenti sopiti e ricordi ancestrali. La musica dei Pangea, un Universo manifestato dall’arte dei suoni, ha acceso il giardino della villa di effetti acustici primordiali, spaziando nel mondo artistico con strumenti di antiche tradizioni. Il santoor, proveniente dall’India, suonato da Andrea Potami, ha creato una connessione tra cuore e mente, aprendo alla vera natura della persona. Davide Mattiazzi, con il didjeridoo, ci ha avvicinati all’Australia, la terra dove ha vissuto assorbendo dagli Aborigeni la sinfonia delle vibrazioni. Suoni che ci hanno fatto riscoprire che ogni cosa è viva, è vibrazione e suona. Il djembè e il balafon, strumenti provenienti dall’Africa occidentale, sono stati invece suonati con vigore da Dante Calore. Questi suoni hanno trasmesso al pubblico un fervore di vitalità attraverso il ritmo incalzante. Il ballerino Numa Rabellino, con la sua arte del corpo, in movimento nel tempo e nello spazio, ha incantato per la sua energia creativa incanalata nel linguaggio del corpo fisico, in sinergia con la musica. Numa ha mostrato un altro talento: l’arte del tradizionale violino, accompagnando Cinzia in una melodia dolcissima, alternata ai ritmi penetranti della marimba e dello xilofono. La festosità della marimba ha infiammato il cuore brasiliano di Andrea che non è riuscito a trattenersi dal tuffarsi in una samba, esprimendo tutta la felicità solare del suo paese. Questo ha coinvolto anche le amiche italiane, sorprese e grate di quel ritmo gioioso. Con sorrisi e battiti di mani, anche ospiti internazionali - messicani e brasiliani -  hanno accompagnato quella danza spontanea, ritrovando la spensieratezza dei loro festival, dell’arte, della musica e della danza a 360 gradi. Applausi e ancora applausi, come tuoni e fulmini, richieste di bis, che gli artisti hanno concesso con passione e slancio. Un viaggio attraverso il misterioso mondo della musica e della danza, capaci di infondere un senso di pace e libertà, lontano dal vissuto della quotidianità. Un grazie immenso a Cinzia, Numa, Andrea, Davide e Dante per averci portato il dono del suono, dell’armonia e del ritmo che ha permesso a ciascuno di vivere un momento di gioiose emozioni.

 

Gianella e Alice