associazione culturale

"per un mondo migliore"

La vita quotidiana a Noventa e dintorni nei secoli XVI e XVII

I luoghi, le abitazioni, gli abitanti. Nascita di un capolavoro scomparso.

 

“Muri principali per una teza de cassi diexe et collone de quadrelo tondo con capiteli de preda de sopra et de soto con le sue base n° none in tuto et caneva de copo de deta teza murata cupata et solarata de perteghe 45 c.(irca) de muri alzadi atorno il brolo et horto, in villa di Campiglia dove è le casa dominicale (di Mario Repeta) presso la via. Vale Ducati 120.”

 

Stemma dei RepetaCosì, il 27 luglio 1563 gli estimatori descrivono la costruzione che devono valutare: il muro di un portico di cui sono già erette nove colonne formate da mattoni rotondi, ognuna con il piantinacapitello e la base di pietra, ecc. Questa, che i tre nobili incaricati dal Comune di Vicenza per il fisco della Serenissima sorprendono in embrione, non è una casa qualunque, è la villa che Andrea Palladio ha concepito per il dottor Mario Repeta, “homo grande de vita cum barba negra” al quale piace molto accogliere e intrattenere amici e forestieri che lo vanno a trovare.

Palladio nel secondo Libro dell’Architettura scrive che il “…Signor Mario Repeta… ha esequito in questa fabrica l’animo della felice memoria del Signor Francesco suo padre…” Un omaggio al pensiero e alla volontà del padre, dunque.

La parte padronale e la parte rustica appaiono, nel progetto, a un solo piano con “la commodità di andare per tutto al coperto”. Vale a dire con un porticato continuo che proteggesse chiunque vi abitasse dalle intemperie. Inoltre non c’è  preminenza dell’abitazione destinata al signore su quelle ideate per gli ospiti e i lavoratori. Alcuni autori hanno visto in questo la traduzione architettonica delle idee anabattiste del marchese Francesco (+1556) e di suo figlio Mario, ambedue sicuramente di simpatie ereticali.

L’Inquisizione sospettava che nella loro casa di campagna, lontano da orecchie e occhi indiscreti, si tenessero riunioni clandestine e Mario fu denunciato e inquisito come “luterano”. (Peraltro con una nutrita compagnia di nobili vicentini).
Non sappiamo se la realizzazione della villa abbia rispettato il progetto nè se sia mai stata condotta a termine: un incendio, in un tempo imprecisato, distrusse completamente l’opera.

Mario Repeta, sposato con Claudia Loschi (+1577 ca), non ebbe discendenza e fu ucciso nel 1586 da Secondo Poiana, bandito per l’omicidio e ucciso a sua volta col suo “bravo” Drusian Scaldaferro da Sossano nel 1590.
La villa che vediamo ora è stata costruita da Enea e Scipione, discendenti di Girolano, fratello del marchese Francesco, nel 1671-72.

 

 

Glossario

 

 casa dominicale  casa padronale.
 brolo  frutteto cintato. Di solito si trovava dietro la casa domenicale.
 càneva  magazzino, dispensa, cantina.
 pèrtega  pèrtica (vicentina). Unità di misura lineare che equivale a 214,44cm.

 

Può differire nel valore da luogo a luogo.