associazione culturale

"per un mondo migliore"

Ultima lettera dal fronte

La presente non vuole essere una biografia ma soltanto il ricordo di un giovane cresciuto in un periodo particolare della nostra storia italica. Personalmente non l’ho mai conosciuto e quello che scrivo è frutto di testimonianze di persone a lui vicine e di ricerche documentali.

 

Angelo-RausseNasce nel 1916 in un piccolo paese ai piedi dei colli Berici in una modesta famiglia con cinque figli. Il padre e’ impiegato comunale come messo notificatore, la madre casalinga. I figli vengono cresciuti in modo dignitoso. A tutti viene data un’istruzione consona ai tempi e tutti vengono impiegati in vari uffici.

Al compimento  del ventunesimo anno, nel 1937, viene chiamato alle armi come soldato di leva e viene assegnato alla Divisione Alpina Tridentina come geniere. Viene successivamente congedato nell’agosto del 1938 col grado di caporal maggiore. Rientrato in famiglia, lavora come impiegato e conduce una vita tranquilla e serena, molto legato ai fratelli e soprattutto all’unica sorella maggiore.
Nel settembre del 1939 viene richiamato alle armi per istruzione e viene promosso sergente. Gli avvenimenti nel Paese stanno subendo una forte modificazione fino ad arrivare alla dichiarazione di guerra del 20 Giugno 1940. L’11 Giugno era già stato inviato sul Fronte Alpino Occidentale a combattere contro la Francia.
In quel territorio ci resta poco ma da quel momento inizia la sua odissea.
Nel novembre 1940 si imbarca a Brindisi sulla nave Italia diretta  a Durazzo, in Albania.
Partecipa attivamente alla campagna Greco-Albanese che tante sofferenze ha portato alle famiglie italiane ma nella sua corrispondenza mai traspaiono momenti di scoramento, solo parole di coraggio e di speranza in un futuro migliore. Nelle lettere  che costantemente scrive alla famiglia e ai fratelli non si avvertono mai esaltazioni o denunce ma serena accettazione di una guerra non voluta.
Rimane sul fronte greco-albanese fino alla metà del 1942, senza mai lamentarsi della sua posizione di combattente e dello stato in cui versa il nostro esercito. Rassicura i genitori e i parenti sul suo stato fisico e psicologico, si lamenta soltanto di non poter festeggiare l’onomastico della sorella  Antonia per il quarto anno consecutivo.  Altro rammarico  forte e’ per la nascita del nipotino, al quale ha chiesto di dare un nome da lui scelto e del quale avrebbe dovuto essere padrino. Potrà soltanto inviare un vaglia affinchè i genitori possano  acquistare un oggetto che lo possa ricordare.Quando rientra a casa pensa di poter essere, dopo tanti anni, messo a riposo ed invece, a luglio, arriva la mazzata. È chiamato a partecipare alla campagna di Russia.

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L’unica sua reazione e’ “perche’ sempre noi!”.

Da quel momento la corrispondenza e’ sempre piu’ rara ma il contenuto e’ sempre lo stesso, improntato all’ottimismo  di un ragazzo di 27 anni che anela solo al rientro in famiglia e alla speranza di vivere in pace.
Il 2 Gennaio 1943 arriva ai suoi genitori una lettera dal fronte. Da essa traspare tutto l’amore nei confronti dei genitori e la ferma volontà di ritornare. Non si avverte, da quelle righe, la testimonianza che le nostre truppe  siano in rotta e che sia cominciata la storica Ritirata di Russia! È l’ultimo contatto,  non si avranno mai più notizie.
Alla fine della guerra, nel 1945, i fratelli hanno percorso tutte le strade possibili per attingere notizie. Al rientro dei prigionieri erano sempre presenti con la segreta speranza di vederlo ritornare. Il padre, ogni sera, si recava alla stazione delle corriere per vedere se suo figlio fosse arrivato e poi, con passo pesante, tornava a casa dove lo attendeva la moglie che, prima di coricarsi, preparava un posto a tavola nel caso che suo figlio tornasse di notte, perchè, diceva, “se torna avrà fame”. Questa cerimonia e’ durata fino alla sua morte, nel 1949.
A distanza di tanti anni, mi piace pensare che Angelo si sia congiunto con tutti i suoi familiari e che preghino assieme perché i loro discendenti possano finalmente vivere in un mondo di pace e di solidarietà.

 

Nel 1987 è stata decretata, come per molti altri giovani, la morte presunta per Angelo. A loro vada la nostra riconoscenza, il nostro affetto ed il nostro commosso imperituro ricordo.

 

Natale 1913
Dallo stesso archivio familiare, riportiamo la letterina di Natale ai genitori di Antonia, 10 anni, sorella di Angelo Rausse, per farvi capire l’ambiente di serenità di quella famiglia, poi ferita dalla tragedia della seconda guerra mondiale.

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