associazione culturale

"per un mondo migliore"

Il trust

Nuovo strumento di protezione per soggetti diversamente abili.

 

Il trust, non essendo specificatamente previsto dalla legislazione italiana, è considerato un istituto atipico, di origine anglosassone, mentre la giurisprudenza ha cominciato ad interessarsene sin dall’anno 1992.

 

Il legislatore ne ha affermato però tiepidamente l’esistenza con l’inserimento nel Codice Civile, in data 30 dicembre 2005, dell’art. 2645-ter che prevede espressamente la trascrizione degli atti di destinazione al fine di realizzare gli interessi meritevoli di tutela riferibili a persone con disabilità. Il trust si rivela opportuno anche per il passaggio generazionale di impresa, e per la sua attuazione si avvale della Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985 (legge n. 364/1989). La presente trattazione vuol riferirsi esclusivamente all’istituzione di un trust per la difesa dei più deboli: via libera quindi quando si rende necessaria la nomina di un amministratore di sostegno o quando vi confluisce l’eredità beneficiata dal soggetto che necessita dell’amministratore di sostegno o quando i beni da conferire in trust appartengono ad un genitore. La costituzione di un trust necessita dell’intervento di un notaio che, recepito quanto già concordato fra i soggetti operativi del trust con l’ausilio di un professionista di fiducia, redige l’atto di trust. Gli organi di esso sono il disponente, cioè colui che vuol disporre del suo patrimonio a favore del beneficiario; il trustee al quale è affidata l’amministrazione del trust e che dovrà ogni anno redigere e consegnare il rendiconto sulla gestione del fondo del trust al disponente; il beneficiario finale del fondo e dei frutti relativi; il guardiano che, qualora esistente, è di solito un professionista di fiducia. Il trust è un atto irrevocabile per motivi fiscali e giuridici di protezione del patrimonio ed è da inquadrare tra gli atti liberali e familiari irrevocabili e discrezionali. La sua durata è rapportata alla vita del beneficiario. Offre la garanzia al disponente che il beneficiario potrà godere dei beni istituiti nel fondo in quanto destinati esclusivamente alle finalità di assistenza vita sua natural durante e rispondente ai suoi bisogni: praticamente risultano predeterminati gli scopi ai quali sarà destinato il patrimonio e gli obiettivi che saranno vincolanti tanto per il trustee che per l’amministratore di sostegno, qualora necessario. Ai fini fiscali il trust è equiparato, nel caso in trattazione, e cioè alla costituzione di un trust familiare, ai fini di assicurare l’assistenza al disabile anche in assenza di genitori e/o familiari, ad un ente non commerciale. Occorre però munirsi di codice fiscale ed il profilo fiscale è il seguente:
Ai fini Imposte Dirette:
1. la disposizione dei beni in trust non sconta alcuna imposizione;
2. l’assegnazione dei beni ai beneficiari del fondo non sconta alcuna imposizione;
3. la tassazione durante la vita del trust gode di particolari agevolazioni;
Ai fini Imposte Indirette:
1. la disposizione dei beni in trust sconta l’imposta di donazione e successione;
2. l’assegnazione dei beni ai beneficiari del fondo non sconta alcuna imposizione;
3. la tassazione durante la vita del trust dipende dalle operazioni poste in essere dal trustee.

 

Ernesto Ferla