associazione culturale

"per un mondo migliore"

Economia & Società

Il basso vicentino e la nuova realtà economica e sociale.

 

tratto dalla rivista "un mondo migliore"

 

Il territorio vicentino si compone di uno straordinario aggregato di paesaggi diversi: dall’alta montagna e dagli altipiani si discende alla collina, passando alle zone delle risorgive per incontrare, proprio dove il Basso Vicentino si unisce al Veneto Centrale, l’ampia e caratteristica area dei Colli Berici.

A questa varietà e complessità ambientale va ricondotta la grande ricchezza e diversità di forme di cultura imprenditoriale.

 

gemmo-per-un-mondo-miglioreNel secolo scorso la zona era ricca e prosperosa, un’area agricola di terra generosa e fertile, dove un proprietario di dieci ettari poteva vivere di rendita ed era considerato benestante.

 

Nell’Alto Vicentino la situazione era all’opposto: una terra ingrata e scoscesa costringeva i contadini a costosi terrazzamenti lungo i pendii per realizzare raccolti che a volte non bastavano alle necessità dei residenti che erano costretti ad emigrare.

 

La sterzata all’economia dell’Alto Vicentino la dettero i corsi d’acqua come il Chiampo, l’Agno, il Leogra e il Brenta, presso i quali, grazie anche alle ruote idrauliche, nacquero i grandi opifici di Arzignano, Valdagno, Schio e Bassano che, con il loro indotto, crearono una delle zone industriali più articolate e produttive d’Italia.

Il Basso Vicentino si adagiò, pago delle sue risorse agricole, fino agli anni ’60. Successivamente il quadro cambiò: l’agricoltura si diversificò e si specializzò, la meccanizzazione liberò risorse umane che cercavano nuovi sbocchi; le scuole sfornarono ragazzi con specializzazioni tecniche, crebbero i consumi, sorsero laboratori artigianali, decollò il commercio, nacque una nuova mentalità che valorizzò competenze tecniche e cultura del lavoro. La componente agricola non era più in grado di garantire la crescita economica e di consolidare i livelli di reddito e di occupazione locali.

 

A tutt’oggi esiste un grande ostacolo: la rete viaria. Una vecchia strada napoleonica, sommariamente allargata, che da Vicenza porta a Noventa, centro del Basso Vicentino, cosparsa di semafori e incroci che, nelle ore di punta, rallentano in modo intollerabile il transito dei mezzi di trasporto. Anche le altre strade che congiungono il Basso Vicentino con le province di Padova e Verona sono anguste e del tutto insufficienti al traffico degli automezzi pesanti.

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Con l’impegno costante di forze politiche di categoria e istituti bancari si sta completando la Valdastico Sud / Vicenza - Rovigo che sta suscitando entusiasmo ed ottimismo anche presso gli operatori di altre zone, perché gran parte del traffico turistico e commerciale proveniente dall’Europa centro settentrionale passerà per il Basso Vicentino.

Ora, con la nuova autostrada, saremo meno isolati ma, per avere ulteriori vantaggi, sarebbe opportuna la realizzazione, a costi calmierati, con il coinvolgimento dei comuni vicini, di una nuova area produttiva d’iniziativa pubblica destinata allo sviluppo logistico commerciale e direzionale. Inoltre, sarebbe importante promuovere anche il flusso turistico, grazie alle risorse culturali, paesaggistiche, ambientali e alla rilevanza internazionale dei beni architettonici costituiti dalle numerose ville palladiane situate nell’ambito dell’area dei Colli Berici.

 

Il governo Monti ha attuato una manovra di grandi sacrifici per le imprese e per i cittadini, poiché composta principalmente da tasse a cominciare dall’iniquo aumento dell’IVA. Questo ha provocato il calo dei consumi e la perdita di slancio dell’economia, condizionata anche da elementi speculativi internazionali

Nell’Italia brulicante di norme e regolamenti e ingolfata dalle more, dai ritardi, dai ricorsi, dagli appelli, il cittadino o l’impresa fanno un percorso viscoso che spegne la volontà di fare e di innovare con frustranti litanie di ostacoli e veti.

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Il ciclo economico e il commercio reggono se si produce reddito. I consumi sono fermi e per le famiglie questo significa un’incidenza negativa sul benessere e sul tenore di vita; questo perché forse é venuta meno quell’attenzione delle vecchie generazioni di consumare solo nella quantità che si era certi di potersi permettere.

Bisogna fare uno sforzo comune e coordinato per affrontare questa situazione. A questo scopo sarebbe opportuno che le amministrazioni comunali convocassero la consulta economica (una volta si faceva) composta dalle categorie economiche e sociali per sentire pareri, indicazioni e suggerimenti.

 

Quando le istituzioni sono distanti e poco collaborative, il cittadino non si sente coinvolto e questo crea disaffezione, crisi di aggregazione e di appartenenza.

Noventa ha le carte in regola per rialzare la testa e, con la fattiva collaborazione di tutti, può ritrovare motivazioni e volontà per la crescita, ridiventando il punto di riferimento del Basso Vicentino.

 

Angelo Gemmo

 

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